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La Corte di Cassazione esenta i piccoli imprenditori dall’irap

Con riguardo all’oggetto, la Corte di Cassazione ha sancito, con tre distinte Sentenze depositate in cancelleria nella stessa data del 13 ottobre 2010, n. 21122, 21123 e 21124, il principio secondo il quale i piccoli imprenditori sono esenti dall’IRAP, ma che, in ogni caso, devono essere in grado di provare l’assenza di un’autonoma organizzazione.

La Corte di Cassazione è giunta a tale conclusione attraverso la distinzione fra imprenditori e piccoli imprenditori, distinzione peraltro mai trattata dal Fisco che li aveva sempre considerati un’unica categoria. 

Per la Cassazione, i piccoli imprenditori, in base all’art. 2083 del Codice civile, sono i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio o dei componenti della famiglia.

 

La Cassazione, con le sentenze in trattazione, intende evitare l’assoggettamento ad Irap di soggetti diversi dagli imprenditori, per i quali, ai sensi dell’art. 2082 del Codice civile, l’elemento organizzazione è connaturato alla nozione di impresa e ne assume rilievo prevalente.

 

In sostanza in tema di Irap, l’esercizio dell’attività del piccolo imprenditore  (nella fattispecie delle suddette sentenze quella di artigiano, tassista e coltivatore diretto) è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto se si tratti di attività non autonomamente organizzata. A carico del contribuente, sottolinea la Cassazione, ci sarà sempre l’onere della prova della mancanza dell’autonoma organizzazione.

 

In sostanza le sentenze in trattazione ribadiscono precedenti giudizi espressi per autonomi ed ausiliari del commercio secondo cui l’autonoma organizzazione, il cui giudizio spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:

-              sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

-              impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza dell'organizzazione o si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Per un migliore approfondimento del contenuto delle sentenze, si fa rinvio alle stesse in allegato.

Ed.141010

Serafinelli               

Allegato - 152024 byte
Prorogati al 5 ottobre 2010 le trasmissioni on line Unico 2010 ed altri adempimenti telematici

Con un comunicato stampa, l’Agenzia delle Entrate comunica che, a causa della temporanea interruzione delle trasmissioni via web dovuta ad un guasto tecnico che impedisce l’utilizzo del canale telematico, sono prorogati a fino martedì 5 ottobre 2010 le trasmissioni on line del modello Unico 2010 e  degli altri adempimenti telematici in scadenza oggi, 30 settembre 2010.  La nuova data è da ritenersi valida a tutti gli effetti.

Ed.300910

Serafinelli

Dal 2010, nuove modalità e termini per le compensazioni del credito Iva

Con riferimento all’articolo 10 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, che ha introdotto nuove modalità d’utilizzo del credito Iva attraverso l’istituto della compensazione, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 21 dicembre 2009 dispone sulle modalità ed i termini per compensare il credito annuale o per periodi inferiori all’anno, stabilendo che, per importi superiori a 10.000 euro annui, la compensazione è possibile soltanto a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito. Mentre, per importi superi a 15.000 euro è, invece, obbligatorio richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. In più, i contribuenti che intendono effettuare le suddette compensazioni sono tenuti, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o istanza da cui emerge il credito, ad utilizzare esclusivamente¸ sia direttamente o tramite intermediari, i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline). L’utilizzo dei servizi di home banking messi a disposizione dalle banche e da Poste Italiane o dei servizi di remote banking (CBI) offerti dalle banche, è consentito esclusivamente soltanto a chi effettua compensazioni di crediti Iva inferiori a 10.000 euro. Le deleghe contenenti compensazioni di crediti Iva superiori a 10.000 euro annui saranno oggetto di scarto senza la preventiva presentazione della dichiarazione ovvero dell’istanza da cui emerge il credito stesso, come pure saranno scartate le deleghe contenenti compensazioni di crediti Iva superiori a 15.000 euro annui se la dichiarazione da cui emerge il medesimo credito non rechi il visto di conformità. Sono oggetto di scarto anche le deleghe contenenti compensazioni di crediti Iva quando superino l’importo del credito risultante dalla dichiarazione o istanza presentata, decurtato dell’importo già utilizzato in compensazione. Lo scarto delle deleghe, che avviene successivamente all’accettazione delle stesse da parte del sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, sarà evidenziato nelle relative ricevute telematiche con le motivazioni della mancata accettazione. Per maggiori informazione si consiglia la visione del provvedimento in allegato.

Ed.221209

Serafinelli

Allegato - 54529 byte
Novembre 2009: è tempo di acconti Irpef, Ires, Irap

 

Il 30 novembre 2009 scade il termine per il versamento della seconda o unica rata dell’acconto IRPEF per le Persone fisiche tenute alla presentazione del Modello Unico e dell’acconto IRES per le Società ed enti equiparati con esercizio coincidente con l’anno solare e della seconda o unica rata dell’IRAP.

Obbligati al versamento dell’acconto sono:

  • le persone fisiche;
  • le società di persone ed enti equiparati;
  • le società di capitali ed enti equiparati.

Non sono tenute al versamento dell’acconto i contribuenti che:

  • non hanno avuto redditi nell’esercizio precedente;
  • non avranno redditi nell’esercizio in corso;
  • non hanno presentato la dichiarazione per l’anno precedente, perché non obbligati;
  • nell’esercizio precedente, pur avendo posseduto redditi, non hanno versato alcuna imposta con la dichiarazione in quanto le ritenute subite erano in misura corrispondente o eccedente il debito d’imposta;
  • hanno la certezza di non dover versare imposta (al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute) nella successiva dichiarazione dei redditi;.
  • gli eredi dei contribuenti deceduti fra il 1° gennaio 2009 e il 30 novembre 2009 per i redditi del defunto.

Determinazione dell’acconto

I calcoli degli acconti variano secondo il tipo di contribuente interessato (persona fisica, società di persone, società di capitali od enti equiparati).

Persone fisiche

Per l’anno d’imposta 2009, sono tenuti al versamento dell’acconto IRPEF, le persone fisiche che, avendo presentato la dichiarazione dei redditi UNICO PF 2009, hanno dichiarato un’imposta, relativa al periodo precedente, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, superiore a 51,65 euro. Il rigo del Modello Unico 2009 PF da controllare è RN31 del quadro RN, tenendo conto che i dati esposti in dichiarazione sono arrotondati all’unità d’euro. L’obbligo del versamento dell’acconto sussiste se nel rigo RN31 è riportato un importo superiore a 52 euro.

In presenza di tale eventualità, il contribuente deve versare, per l’anno 2009, un acconto pari al 99% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. In sostanza, i casi in cui si può trovare il contribuente, se è tenuto al versamento dell’acconto, sono i seguenti:

  • versamento di un unico acconto;
  • versamento di due acconti.

Versamento di un unico acconto

 

Il primo caso si verifica se l’importo dovuto a titolo d’acconto, determinato applicando l’aliquota del 99% sul valore di cui al rigo RN31, non supera 257,52 euro. In tale ipotesi il contribuente può versare l’acconto in un'unica soluzione, entro il 30 novembre. Considerato che la soglia di 257,52 euro si riferisce all’importo dell’acconto, il valore del rigo RN31 che non deve essere superato per versare in un’unica soluzione è pari a 260 euro.

 

Versamento di due acconti

 

L’altro caso che si può verificare è quello in cui il contribuente deve versare due acconti dell’IRPEF, cioè quando applicando il 99% sul rigo RN31 si determina un valore superiore a 257,52 euro. L’acconto così determinato deve essere versato in due rate, di cui:

  • la prima, nella misura del 40%, entro il 16 giugno 2009 ovvero entro il 16 luglio 2009 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
  • la seconda, nella restante misura del 60%, entro il 30 novembre 2009.

Per semplificare, le percentuali da applicare al rigo RN31, per determinare i due acconti sono le seguenti:

  • 1° acconto = 40% x 99% = 39,6%;
  • 2° acconto = 60% x 99% = 59,4%.

ATTENZIONE: Mentre il primo acconto può essere anche rateizzato, per il secondo acconto ciò non è possibile e quindi l’acconto di novembre va versato in unica soluzione.

Società di persone ed enti equiparati

Le società di persone e gli enti ad esse equiparati sono tenute al solo versamento dell’IRAP in quanto, ai fini IRPEF, sono tassate in capo ai soci. Le regole sono le stesse descritte per le persone fisiche.

Società di capitali ed enti equiparati

I versamenti di acconto dell’IRES, nonché quelli dell’acconto IRAP, dovuti dalle società di capitali ed enti equiparati sono effettuati in due rate salvo che il versamento da effettuare (calcolato sull’importo indicato nel Quadro RN, rigo RN17 del modello Unico SC 2009) alla scadenza della prima rata non superi euro 103. Ai fini del computo dell’acconto, non si può tener conto, nella misura del 70%, delle ritenute sugli interessi, premi e altri frutti dei titoli di cui all’art. 1 del D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239, scomputate per il periodo d’imposta precedente. Alla stessa stregua delle persone fisiche, anche  per i soggetti IRES possono verificarsi i seguenti due casi:

  • versamento di un unico acconto;
  • versamento di due acconti.

Versamento di un unico acconto entro il 30 novembre.  

 

E’ possibile se l’importo dovuto a titolo d’acconto, determinato applicando l’aliquota del 100% sul valore di cui al rigo RN17, non supera 103 euro.

 

Versamento di due acconti

 

Si verifica se il valore indicato nel rigo RN17 è superiore a 103 euro,. In tal caso l’acconto deve essere versato in due rate, di cui:

  • la prima, nella misura del 40%, entro il termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, entro il 16 giugno), ovvero entro 30 giorni con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
  • la seconda, nella restante misura del 60%, entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, entro il 30 novembre 2009).

ATTENZIONE: mentre il primo acconto può essere anche rateizzato, il secondo acconto di novembre va versato in unica soluzione.

Acconto IRAP

Come è noto, dall’anno 2009, la dichiarazione IRAP è presentabile in via autonoma ed il modello è unico per tutte le tipologie di contribuenti (imprese individuali, lavoratori autonomi, società o enti), differenziandosi solo per i vari quadri per la determinazione del valore della produzione netta ad essi dedicati. Invece, il quadro relativo alla ripartizione della base imponibile e dell’imposta e ai dati concernenti il versamento è uno solo (quadro IR). E quindi, ai fini del calcolo degli acconti, le cui regole di determinazione rimangono invariate, il dato a cui fare riferimento è quello riportato nel rigo IR22 - Totale imposta - del modello IRAP 2009 ed ai fini del calcolo dell’acconto IRAP occorre distinguere tra:

  • persone fisiche e società di persone;
  • società di capitali ed enti equiparati;

Se il contribuente, soggetto passivo IRAP, è tenuto a versare l’acconto per tale imposta, applica le medesime regole valide per l’IRPEF, facendo, però, riferimento al rigo IR22. Per le società di capitali ed enti equiparati, l’acconto IRAP, se dovuto, si calcola con le stesse regole valide per l’IRES. In particolare, l’acconto relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2009 è dovuto in misura pari al 100% dell’importo indicato nel rigo IR22, purché tale importo sia superiore a euro 20,66.

Acconto in misura ridotta

Se il contribuente (sia esso persona fisica o società) prevede una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, può determinare gli acconti da versare sulla base di tale minore imposta (metodo previsionale). In tal caso, ai fini del calcolo si deve tener conto, per una realistica previsione, oltre che dei minori redditi anche delle eventuali maggiori detrazioni, di nuovi oneri deducibili e d’eventuali rimborsi o sgravi. L’importo da versare come seconda rata d’acconto può essere ridotto od omesso, senza applicazione di sanzioni, purché l’acconto complessivo non sia inferiore a quanto dovuto a titolo di IRPEF/IRES/IRAP per l’anno in corso, mentre se il contribuente prevede di non percepire redditi nell’anno in corso, non è tenuto al versamento dell’acconto.


Si ricorda che in caso d’errore nella rideterminazione e nel versamento dell’acconto è prevista una sanzione del 30% dell’importo non versato oltre agli interessi legali.

Acconti e agevolazione Tremonti ter

I contribuenti che si avvalgono della cosiddetta Agevolazione Tremonti ter, di cui all’articolo 5 del D.L. n. 78/2009 convertito con modificazioni dalla legge n. 102/2009, sulla detassazione degli investimenti in nuovi macchinari e nuove attrezzature, non devono tener conto, ai fini del calcolo degli acconti degli effetti derivanti dalla predetta agevolazione, poiché l’agevolazione si applica solo ed esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte IRPEF/IRES derivanti da Unico, e quindi, tali contribuenti devono calcolare gli acconti come se non dovessero usufruire dell’agevolazione, anche nel caso in cui decidessero di applicare il metodo previsionale per il calcolo degli acconti.

Modalità di versamento

Il versamento degli acconti va eseguito utilizzando il modello F24, in modalità esclusivamente telematica per i soggetti titolari di partita IVA.


E’ possibile compensare l’importo dovuto a titolo d’acconto con eventuali crediti d’imposte o contributi di cui il contribuente abbia la disponibilità.

Codici tributo

I principali codici tributo da utilizzare nell’F24 per i versamenti degli acconti di novembre 2009 sono i seguenti:

  • 4034 - acconto seconda rata o acconto in unica soluzione IRPEF;
  • 2002 - IRES - Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione;
  • 3813 - IRAP acconto - seconda rata o acconto in unica soluzione.

Ed.291009  

Serafinelli

 

Nuovi modelli per l'adesione ai verbali di constatazione ed inviti al contraddittorio

Con Provvedimento del 03/08/2009 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di comunicazione, con relative istruzioni, (v. allegato), per l’adesione ai verbali di constatazione, inviti al contraddittorio in materia di imposte dirette, indirette ed Iva emesse  agli effetti degli articoli 5 -bis, 5 comma 1-bis e 11 comma 1-bis, del decreto legislativo del 19 giugno 1997, n° 218.

Ed. 070809

Serafinelli
Allegato - 188919 byte
Spese di rappresentanza - Nuovi chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

L’agenzia delle Entrate con circolare 34/E del 13 luglio 2009 fornisce ulteriori informazioni sulle novità contenute nella Finanziaria 2008 (legge 244/2007, articolo 1, comma 33, lettera p),  e sul decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 19 novembre 2008, in merito alle spese di rappresentanza ed alla individuazione delle fattispecie di deducibilità ed indeducibilità nell'ambito del reddito d'impresa. In particolare, nella circolare si afferma che non si può parlare di spese di rappresentanza se prive di inerenza, congruità e finalità di promozione delle attività svolte dall’impresa e dei beni o servizi offerti. Tali elementi sono fondamentali per la deduzione dei relativi costi. Nella circolare l’Agenzia delle Entrate a titolo esemplificativo non considera spese di rappresentanza quelle sostenute per eventi aziendali cui partecipano esclusivamente dipendenti dell'impresa, in quanto viene meno il requisito dell’inerenza. Per quanto riguarda, invece, i viaggi turistici con promozione di beni e servizi, l'impresa deve attestare, con idonea documentazione, l'effettivo svolgimento e l’importanza delle attività promozionali. Così pure, per gli eventi d’intrattenimento in occasione di mostre e fiere, l’azienda dovrà essere in grado di documentare che i propri beni sono stati effettivamente esposti. Le spese di rappresentanza sono deducibili dal reddito d'impresa nel periodo d'imposta in cui sono sostenute ed in funzione del volume dei ricavi secondo un determinato plafond pari:

-  all'1,3% dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni di euro;

-  allo 0,5% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 milioni e fino a 50 milioni di euro;

 - allo 0,1% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 milioni di euro.

 

La circolare rammenta che gli omaggi di beni di valore non superiore a 50 euro devono avere finalità promozionali o di pubbliche relazioni e criteri di ragionevolezza e coerenza.
Se l’omaggio è composto di più beni, come ad esempio il cesto natalizio, il limite di 50 euro va riferito al valore complessivo dell'omaggio e non a quello dei singoli beni che lo compongono.

Ulteriori chiarimenti forniti nella circolare concernono  le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande ed al limite di deducibilità previsto dall'articolo 109, comma 5, del Tuir (deducibilità del 75%), cui vanno aggiunte altre eventuali spese di rappresentanza agli effetti della deduzione consentita entro i limite di congruità. Non sono, invece, considerate spese di rappresentanza, e quindi pienamente deducibili, quelle per viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti in occasione di mostre, fiere, visite agli stabilimenti dell'impresa, se strettamente inerenti alla produzione dei ricavi tipici dell'impresa. Non sono invece deducibili le spese d’ospitalità sostenute per soggetti diversi dai clienti (fornitori, giornalisti, agenti della stessa impresa ecc.) in quanto non sussiste un collegamento diretto tra le spese e il conseguimento di ricavi. Se la spesa è effettuata in modo indistinto per clienti e altri destinatari (come un buffet in occasione di una fiera), la spesa viene considerata di rappresentanza e sottoposta allo specifico regime fiscale. Nella circolare è prevista un’attività di controllo da parte dell'Amministrazione finanziaria, per cui è bene predisporre una idonea documentazione a sostegno delle spese sostenute e della loro inerenza. Per le spese d’ospitalità dei clienti, si dovrà tenere un'corretta documentazione da cui risultino: generalità degli ospiti, durata e il luogo dell'evento e natura dei costi sostenuti ed ogni altro elemento a sostento della "spesa sostenuta a favore dei clienti, anche potenziali, e la loro partecipazione all'evento promozionale". Per le spese di rappresentanza, l'Amministrazione finanziaria può richiedere al contribuente di fornire indicazioni sull'ammontare complessivo delle erogazioni e su quello di ricavi e proventi utilizzati per calcolare la percentuale di deduzione. La circolare tratta anche dell’indetraibilità Iva sulle spese di rappresentanza. Fanno eccezione quelle sostenute per l'acquisto di beni di costo unitario non superiore a 25,82 euro.

Per saperne di più è consigliabile la visione della circolare in allegato.

Ed.140709

Serafinelli

Allegato - 46259 byte
Iva per cassa per i soggetti con volume d’affari fino a 200.000 euro

Lo prevede il decreto 26 marzo 2009 del Ministero dell'Economia e delle Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 96 del 27 aprile 2009. Per le operazioni effettuate dal 28 aprile 2009 è, quindi, possibile optare per il pagamento dell'Iva al momento della riscossione del corrispettivo (V. testo del provvedimento in allegato).

 

Soggetti interessati

Soggetti che nell'anno solare precedente hanno realizzato  o,  in  caso  di  inizio di attività, prevedano   di   realizzare   un  volume  d'affari  non  superiore  a duecentomila  euro, che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell'esercizio di  impresa,  arte  o  professione L'imposta sul valore aggiunto diviene esigibile all'atto del pagamento dei relativi corrispettivi.Sono esclusi i soggetti che si avvalgono di regimi speciali d’applicazione dell'imposta e nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l'imposta  mediante  l'applicazione  del  meccanismo del riverse charge.

 

Modalità di differimento

All’atto dell’emissione, la fattura deve recare l’annotazione che si tratta d’operazione con imposta  ad esigibilità differita emessa ai sensi dell'art. 7 del decreto-legge  29  novembre  2008,  n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. La mancata annotazione rende la cessione del bene o la prestazione del servizio soggetta ad iva.

 

Momento dell’esigibilità per l’acquirente o committente

L'imposta diventa esigibile per l'acquirente o committente, e quindi detraibile, soltanto all'atto del pagamento del corrispettivo. Per il pagamento parziale, l'esigibilità è pro-quota nella proporzione esistente fra la somma incassata e il corrispettivo complessivo dell’operazione.

 

Adempimenti a carico del cedente o prestatore

Il soggetto che esegue la prestazione è obbligato alla fatturazione e alla registrazione.
La liquidazione periodica dell'imposta è computata nel mese o trimestre nel corso del quale  è  incassato  il  corrispettivo ovvero scade il termine di un anno  dal momento di effettuazione dell'operazione.

 

Superamento del limite dei 200 mila euro

L'Iva delle operazioni effettuate successivamente al superamento della soglia dei 200 mila euro  seguirà le regole generali, mentre quelle effettuate precedentemente permarranno a esigibilità differita.

 

Volume d’affari

Con riferimento all’anno in cui l'operazione s’intende effettuata, le cessioni di beni o le prestazioni di servizi con Iva ad esigibilità differita confluiscono con quelle ordinarie alla formazione del volume di affari e alla determinazione della percentuale di detrazione di cui all’articolo 19-bis, decreto iva n 633/1972. 

Ed.280409

Serafinelli



 

Allegato - 12357 byte
Le nuove scadenze fiscali introdotte dalla legge di conversione del decreto “milleproroghe”

Il decreto “milleproroghe”, D.L. 30-12-2008 n. 207, è stato approvato definitivamente dalla Camera con L. 27-02-2009 n. 14 recante: “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti”e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28-2-2009 (Suppl. Ordinario n. 28). Tra le principali novità fiscali si evidenziano quelle contenute nell’art. 23 che esclude dall’Ici i fabbricati rurali anche se accatastati e senza attribuzione di rendita e quelle contenute nell’art. 42 riguardanti lo slittamento dei termini dal 31 luglio al 30 settembre per l’invito telematico di Unico persone fisiche, società di persone e soggetti a essi assimilati, dei dati Irap e della dichiarazione Iva e per i contribuenti Ires la presentazione per via telematica della dichiarazione entro l’ultimo giorno del nono mese successivo (e non più entro il settimo mese) a quello di chiusura del periodo d’imposta. E’ previsto dal settimo al nono mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta anche l’obbligo di presentare la dichiarazione in caso di liquidazione di società, di fallimento, di liquidazione coatta amministrativa, di trasformazione e fusione. Riguardo alla dichiarazione Irap, è eliminato l’obbligo per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, di presentarla nella dichiarazione Unico. Quindi, la dichiarazione Irap, dal periodo d’imposta 2008, va  presentata autonomamente con apposito modello. La scadenza per la trasmissione telematica delle dichiarazioni da parte dei Caf, professionisti abilitati e sostituti di imposta passa dal 25 giugno al 15 luglio. Passa dal 31 marzo al 31 luglio la data di scadenza per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate da parte dei sostituti d’imposta dei dati fiscali e contributivi. Da gennaio 2010 i sostituti d’imposta saranno, invece, obbligati a comunicare telematicamente ogni mese i dati fiscali, contributivo e previdenziale (l’entrata in vigore dell’adempimento, introdotto dalla Finanziaria 2008, era inizialmente prevista a gennaio 2009). La scadenza della dichiarazione annuale Iva passa dal 31 luglio al 30 settembre. Slitta al prossimo 31 marzo la data entro cui sarà emanato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulle modalità di recupero degli acconti Ires e Irap non corrisposti a seguito della riduzione di 3 punti percentuali per l’anno 2008, stabilita dal decreto “anticrisi”. Con riguardo al prelievo erariale unico (Preu) e dell’imposta sugli intrattenimenti 2006 relativa agli apparecchi da divertimento e intrattenimento, è previsto il rinvio anche per l’attività di riscossione, relativa all’anno 2006. Per quanto attiene al Preu, la liquidazione va eseguita entro il 30 giugno 2009 (e non più entro il 31 dicembre 2008) e l’iscrizione a ruolo entro il 30 giugno 2010 (e non al 31 dicembre 2009). Per quanto riguarda l’imposta sugli intrattenimenti, la liquidazione va dal 31 dicembre 2008 al 30 giugno 2009, l’iscrizione a ruolo dal 31 dicembre 2009 al 30 giugno 2010 e la notifica delle cartelle dal 31 dicembre 2010 al 30 giugno 2011.

Per maggiori dettagli ed altre disposizioni si consiglia l’esame del testo normativo in allegato.

 

Ed.280209

Serafinelli

 

Allegato - byte
Aggiornato il redditometro per gli anni 2008 e 2009

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha aggiornato, per i periodi d’imposta 2008 e 2009, la tabella degli indici presuntivi di reddito o di maggior reddito relativi a beni e servizi indicativi della capacità contributiva delle persone fisiche. Restano immutati i coefficienti.

L’aggiornamento è eseguito ogni due anni in base alle variazioni percentuali dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale calcolato dall’Istat.

Per il periodo che va da giugno 1992 a giugno 2008 l’Istat ha stimato un aumento del 56,2%.

Per maggiori dettagli si rinvia al provvedimento in allegato.

 

Ed.120209

Serafinelli

Allegato - 103194 byte
Le spese di rappresentanza: fattispecie e nuovi limiti alla deducibilità

Nella G.U n. 11 del 15 gennaio 2009 è pubblicato il decreto 19 novembre 2008 emanato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze in attuazione, con decorrenza dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2007, delle disposizioni contenute nell'articolo 108, comma 2, del Testo Unico  delle  Imposte  sui  Redditi (DPR 22 dicembre  1986,  n.  917). Il decreto definisce, tra l’altro, le fattispecie di spese di rappresentanza ed i limiti alla deducibilità rapportati all’ammontare dei ricavi risultanti dalla dichiarazione dei redditi dello stesso periodo,  all’inerenza e congruità della spesa effettivamente sostenuta e documentata. Restano comunque deducibili le spese di rappresentanza relative a beni  distribuiti  gratuitamente  di  valore unitario non superiore a euro 50. Per l'Iva la deducibilità resta, invece, per acquisto di bene di costo unitario non superiore a euro 25,82. Per maggiori dettagli si consiglia la visione del decreto in allegato.

 

Ed.280109

Serafinelli

Allegato - 19498 byte
Termini per comunicare l’opzione per determinare la base imponibile Irap con le regole Ires - Prima scadenza 31 ottobre 2008

La Circolare  n. 60/E del 28 ottobre 2008 emanata dall’Agenzia delle Entrate stabilisce i termini per l'esercizio dell'opzione per le imprese individuali e le società di persone che rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 5-bis del Dlgs 446/1997 istitutivo dell’Irap e che operano in regime di contabilità ordinaria.

Per l’anno in corso per determinare l’imponibile Irap con le stesse regole dei soggetti Ires, la comunicazione deve essere eseguita entro il 31 ottobre 2008, termine, peraltro, già prorogato con il provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate del 29 maggio c.a.

A decorrere dal periodo d'imposta 2009, per applicare le regole previste per i soggetti Ires, la comunicazione dell'opzione va eseguita entro 60 giorni dall'inizio del periodo d'imposta.

L'Agenzia informa, inoltre, che l’opzione è valida se la comunicazione è effettuata entro 60 giorni dall'inizio del primo periodo d'imposta ed entro 60 giorni dalla data di inizio dell'attività, rispettivamente per le società di persone neo-costituite e per gli imprenditori individuali che iniziano l'attività in corso d'anno.

La comunicazione dell'opzione, presentata utilizzando il modello approvato con provvedimento direttoriale del 31 marzo 2008, è irrevocabile per un triennio e, per tale periodo, il soggetto non può adottare il regime contabile semplificato. Al termine del triennio, in mancanza di revoca, l'opzione si rinnova tacitamente. Il contribuente che intenda, invece, ripristinare il regime naturale di determinazione dell'imponibile Irap ai sensi dell'articolo 5-bis del Dlgs 446/1997, deve comunicare la revoca con il medesimo modello previsto per l'opzione entro 60 giorni dall'inizio del periodo di imposta per il quale voglia esercitare la revoca dell'opzione precedentemente comunicata. L’effetto della revoca vincola irrevocabilmente il contribuente per un triennio d’imposta al regime naturale di determinazione della base imponibile Irap. Alla scadenza del triennio il contribuente può mantenere la scelta per il successivo triennio oppure no.

Nella suddetta circolare, l'Agenzia chiarisce anche che l'esercizio della revoca dell'opzione precedentemente comunicata non preclude la possibilità per il contribuente di modificare, eventualmente, il proprio regime contabile e che nel caso di trasformazione di un soggetto Ires in società di persone, per mantenere il regime di determinazione della base imponibile Irap dei soggetti Ires, dovrà esercitare l'opzione entro il termine di 60 giorni dalla data di efficacia giuridica della trasformazione.

Per maggiori dettagli, si consiglia l’esame della circolare in allegato.

 

Ed.291008

Serafinelli

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C’è tempo fino al 26 agosto 2008 per il ravvedimento ICI dell’abitazione principale

Nessuna sanzione è prevista per i contribuenti che regolarizzano entro la suddetta data l’omesso o l’insufficiente versamento della prima rata dell'imposta comunale sugli immobili (ICI), relativa all'anno 2008. Lo prevede l’art. 1, comma 6 bis del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 coordinato con la legge di conversione 24 luglio 2008, n. 126, recante: «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie”, che ha tenuto conto delle difficoltà interpretative emerse in sede di prima applicazione delle disposizioni che esentano la prima casa dal pagamento dell’ICI. Il decreto contiene altri provvedimenti di particolare interesse, come la tassazione ridotta degli straordinari, i premi di produttività e la possibilità di rinegoziare i mutui per la prima casa. Per saperne di più si consiglia la consultazione del provvedimento in allegato.

Ed.300708

Serafinelli

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Detassazione degli straordinari per lavoro dipendente

L’argomento è contenuto nell’acclusa Circolare n. 49/E dell'11 luglio 2008, emanata dall’Agenzia delle Entrate, che approfondisce le misure sperimentali per l'incremento della produttività del lavoro contenute nel decreto legge 93/2008.

Ambito applicativo

Riguarda i dipendenti del settore privato che hanno percepito nel 2007 redditi di lavoro dipendente d’importo complessivamente non superiore a 30 mila euro lordi, anche a seguito di più rapporti di lavoro, che possono usufruire dell'imposta agevolata sugli straordinari, pari al 10% su un massimo di 3 mila euro lordi. Nell’ammontare suddetto vi vanno comprese anche le erogazioni liberali non superiori a 258,23 euro l'anno (art. 51 del Tuir) concesse in occasione di ricorrenze a tutti i dipendenti o ad alcune categorie, i sussidi occasionali e quelli corrisposti a vittime dell'usura. Restano, invece, fuori eventuali altri redditi soggetti a tassazione separata ed i redditi diversi da quelli di lavoro dipendente. L’agevolazione non riguarda i titolari di redditi di lavoro assimilato dei collaboratori coordinati e continuativi ed a progetto. Restano esclusi anche i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Tassazione

Applicazione dell’imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali comunale e regionale, entro il limite di 3 mila euro, della ritenuta fiscale del 10% sulle somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario o tempo parziale in relazione a incrementi di produttività legati all'andamento economico dell'impresa effettuate dal 1° luglio al 31 dicembre 2008 e per lo stesso periodo remunerate, anche applicando il principio generale di cassa allargata al 12 gennaio 2009.
La parte che eccede il tetto di 3 mila euro concorre a formare il reddito complessivo del lavoratore con le aliquote ordinarie.

La circolare fa, altresì, rilevare che per lavoro straordinario va inteso quello prestato oltre l'orario normale di lavoro, fissato dal decreto legislativo 66/2003 in 40 ore settimanali, salvo la possibilità che il contratto collettivo preveda un monte ore inferiore. Per l'applicazione dell'imposta sostitutiva, il lavoro straordinario va dunque individuato con riferimento alle previsioni dei contratti collettivi stipulati prima dell'entrata in vigore (29 maggio 2008) del decreto 93/2008.


Premi di produttività


Sono ammessi all'agevolazione gli incentivi legati all'andamento produttivo dell'impresa. Con la particolarità che le somme vengano corrisposte tra il 1° luglio e il 12 gennaio 2009, anche se relative ad attività prestate in periodi precedenti.

Sono inclusi i premi di produzione non previsti dalla contrattazione collettiva, concordati tra datore di lavoro e singolo dipendente.


Adempimenti del sostituto d'imposta

Il sostituto applica automaticamente l'imposta sostitutiva se lo stesso sostituto ha rilasciato il Cud al dipendente in servizio presso la sua azienda per l'intero 2007. Nel Cud dovrà indicare separatamente sia la parte di reddito assoggettata ad imposta sostitutiva che il relativo importo trattenuto, ed eventualmente anche la parte di reddito tassata, per espressa richiesta del lavoratore, con l'aliquota ordinaria in luogo di quella agevolata.


Viceversa, se il sostituto che deve applicare l'imposta sostitutiva non coincide con quello che ha rilasciato il Cud del 2007 o l'ha rilasciato per un periodo inferiore ad anno, il lavoratore deve comunicare per iscritto l'importo del reddito di lavoro dipendente percepito o non nel 2007. Il lavoratore è altresì obbligato a comunicare al sostituto di non aver più diritto all’agevolazione in caso di superamento del limite di 30 mila euro o che ha già raggiunto la soglia di 3 mila euro a causa d’altri rapporti di lavoro.


In ogni caso, il lavoratore può rinunciare, per iscritto, al regime agevolato, se meno favorevole, quando abbia, per esempio, oneri la cui deduzione o detrazione sarebbe impedita dal meccanismo dell’imposizione sostitutiva. Se, invece, l'imposta del 10% non è trattenuta dal sostituto, il contribuente vi provvederà in sede di dichiarazione annuale. L’imposta può essere utilizzata in compensazione da parte del sostituto con altre ritenute ovvero da dipendente mediante F24.

Effetti dell’imposta sostitutiva

I redditi soggetti ad imposta sostitutiva, oltre a non concorrere alla formazione del reddito complessivo Irpef, non rientrano nel calcolo dell'Isee per l'accesso alle prestazioni sociali agevolate, ma non per il riscontro delle condizioni richieste per le prestazioni previdenziali e assistenziali.

L’Agenzia chiarisce inoltre che in materia d’accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso sono applicabili le disposizioni in vigore per le imposte dirette.

Per maggiori informazioni si consiglia la visione della circolare allegata.

Ed.140708

 

 

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Proroga dei termini di presentazione delle dichiarazioni redditi

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con un comunicato stampa del 29 maggio 2008 informa che il Consiglio dei Ministri prorogherà le scadenze di presentazione delle dichiarazioni dei redditi.

La proroga è stata richiesta particolarmente dalle associazioni di categoria e dai professionisti per le difficoltà tecniche dovute al ritardo nella diffusione delle istruzioni e dei software e per la ristrettezza dei termini previsti per gli invii telematici.

Le nuove scadenze di presentazione delle dichiarazioni dei redditi saranno le seguenti:

-         dal 3 giugno 2008 al 10 luglio 2008 per l’invio telematico del Modello 770        semplificato;

 

-         dal 25 giugno 2008 a 10 luglio 2008 del modello 730;

 

-         dal 31 luglio 2008 al 30 settembre 2008 del Modello Unico 2008;

 

L’Agenzia delle Entrate con provvedimento proroga:

-         dal 30 maggio 2008 al 31 ottobre 2008 da parte delle società in nome collettivo, in accomandita semplice e quelle equiparate, persone fisiche esercenti attività commerciali, dell'invio telematico della comunicazione dell'opzione Irap per la determinazione del valore della produzione netta prevista dall'articolo 5-bis del Dlgs 446/1997.

Non sono previsti, invece, il rinvio dei termini di versamento del 16 giugno e del 16 luglio 2008 e per l’Ici. E ciò comporterà un notevole stress operativo per rispettare detti termini se non s’intende pagare interessi e soprattasse.

Resterebbero, in mancanza del testo definitivo, immutate anche le scadenze del termine del 30 aprile 2008 di consegna del modello 730 al sostituto da parte dei dipendenti e pensionati, del 3 giugno 2008 di consegna al Caf od intermediari e del 25 giugno 2008 per comunicare al sostituto il risultato contabile del modello 730-4, di consegna entro il 30 giugno 2008 in Posta del modello Unico per le persone fisiche non obbligate alla trasmissione telematica,  di invio entro 31 luglio 2008 del modello Iva per i soggetti Iva con dichiarazione separata da Unico, di invio entro il 31 luglio 2008 del Modello 770 Ordinario.

Ed.30052008

 

C’è tempo fino al 31 maggio 2008 per presentare il Modello 770 Semplificato dei Sostituti d’imposta

Lo prevede l’articolo 37-bis, comma 1, della legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante: «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria», che sposta, per il solo anno 2008, il termine di presentazione telematica del modello 770/2008 Semplificato dei Sostituti d’imposta all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 31 maggio 2008.

 

 

Successivi Precedenti






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