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L'economia nel 2009 e le previsioni per il 2010

Fra la fine del 2008 e la prima parte del 2009 si è verificata la più grave crisi finanziaria per l’economia mondiale dal secondo dopoguerra. In Europa la crisi ha coinvolto tutte le economie, anche se l’intensità della recessione non è stata uniforme fra i paesi. Le perdite di prodotto sono state più intense nei paesi, come Germania e Italia, caratterizzati da una base industriale più ampia. Forte caduta nel corso del 2009 di tutte le principali variabili reali. Più difficile è la diagnosi sulle tendenze per i prossimi due anni 2010-2011. L’ipotesi che assumiamo nel Rapporto è che l’economia mondiale sarà attraversata da una fase di ripresa, anche se i tassi di crescita risulteranno inferiori a quelli osservati nel periodo precedente la crisi. Il quadro delle previsioni per l’Italia, disegna a maggior ragione, uno scenario di crescita modesta dell’economia nel biennio 2010-2011, insufficiente per recuperare le perdite, sia in termini di output che di occupazione, registrate durante la recessione.  La dinamica dei consumi cumulerebbe quindi fra il 2008 e il 2009 una caduta di oltre tre punti percentuali, di cui solo la metà verrebbe recuperata nei due anni successivi

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L'economia nel 2008 e le previsioni per il 2009

Il 2008 è un anno di forte rallentamento per l’economia mondiale, e per l’Italia le stime in corso segnalano un valore sostanzialmente nullo del tasso di crescita. Il rallentamento del ciclo economico internazionale indotto dalla crisi immobiliare e bancaria innescatasi nel corso dell’estate del 2007 è stato poi aggravato da un terzo fronte di tensioni sui mercati delle materie prime. All’interno del panorama internazionale, l’Italia è l’unico paese la cui crescita nella media del 2008 si posiziona su valori prossimi a zero. Esportazioni ed investimenti in calo; mutui e inflazione erodono il potere d’acquisto delle famiglie;  conti pubblici a posto, ma prospettive più difficili

Il 2009 sarà un anno di blanda ripresa, con alcuni segnali di recupero, ma ancora insufficienti a far sì che si materializzino le condizioni per un vero rafforzamento del ciclo. Con riferimento alle principali voci di spesa, il peggioramento del ciclo della domanda è abbastanza condiviso dalle diverse tipologie di consumo anche se a guidare la tendenza sono soprattutto gli acquisti di beni, rispetto ad una maggiore tenuta della domanda di servizi.  Fra i beni, gli alimentari si caratterizzano per una forte debolezza

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L'economia nel 2007 e le previsioni per il 2008

A partire dalla crescita già acquisita, le dinamiche in atto suggeriscono che per la media dell’anno 2007 potremmo raggiungere una crescita poco inferiore al 2 per cento. Si tratta di ritmi di espansione che potrebbero venire replicati anche nel prossimo biennio, sebbene con un differente mix di composizione della domanda. La domanda interna si rafforza leggermente…... si rafforza la spesa per consumi. Prevedendo un profilo di graduale rafforzamento della spesa per consumi, ci si può ragionevolmente attendere una crescita in media d’anno non distante dai due punti percentuali, un tasso di incremento che – pur di entità non eccezionale - non veniva registrato dalla fine degli anni novanta.

Un altro elemento da sottolineare è l’elevato livello raggiunto dalla pressione fiscale (nel 2007 sale al 43.1 per cento, sulla base delle stime), il massimo dell’ultimo decennio. Solo nel 1997, anno degli ingenti sforzi fiscali per entrare nell’Unione monetaria, si registrò un livello di pressione fiscale superiore

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L'economia nel 2006 e le previsioni per il 2007

Archiviata la fase di stagnazione dell'economia durata quattro anni - dal 2002 al 2005 -  ma l'economia italiana sta attraversando da diversi anni una fase di indebolimento strutturale ....
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PREVISIONI MACROECONOMICHE PER L'ITALIA 2004-2006

Il Rapporto contiene le Previsioni macroeconomiche di medio periodo per il nostro paese. Da esse si evince che nonostante gli accenni di ripresa, le dinamiche dell'economia italiana rimarranno sottotono per quest'anno e per i prossimi due, all'interno di una economia europea che -  seppur faticosamente - dà segnali più incoraggianti. Sul nostro paese resta intatta l'incognita del deficit e dell'elevato debito pubblico.

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