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Interviste e recensioni
"Ai liberi e forti: valori, visione e forma politica di un popolo in cammino" di Maurizio Sacconi

Un libro-manifesto per offrire una chiave di lettura a un periodo complesso e porre le basi di una nuova stagione di sviluppo per l’Italia del “dopo-debito”. E’ “Ai liberi e forti: valori, visione e forma politica di un popolo in cammino”, il nuovo libro, edito da Mondadori, del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi. Come si evince dal titolo, evidente richiamo a quel celebre Appello ai liberi e forti con cui Don Sturzo costituì il partito popolare, l’opera di Sacconi si rivolge agli italiani di area moderata. “Il popolo dei liberi e forti”, scrive il ministro “che, ancorato ai valori della tradizione nazionale, ha saputo resistere al fascino delle ideologie totalitarie, che diffida degli interessi particolari che pretendono di farsi bene comune ed è responsabilmente orientato a non attendere con passività dallo Stato le risposte ai propri bisogni, perché intento a costruirle attraverso forme comunitarie”. In questo frangente delicatissimo della storia d’Italia in generale e del centrodestra in particolare, è a questo popolo “umile e laborioso” che Sacconi affida la responsabilità di guidare il paese in una nuova stagione. Di qui, dice il ministro, l’esigenza di creare un soggetto politico “capace di unire tutti i moderati e tutti i riformisti”. Un movimento capace di “realizzare la sincronia tra senso della nazione e senso dello stato, tra interessi del popolo operoso e attività istituzionale” in un “progetto così alto da dover essere necessariamente inclusivo e da non poter a priori escludere nessuno”. Un partito dei liberi e forti, appunto, che riaffermi i valori della tradizione italiana: nel segno di una “laicità adulta”, comune a credenti e non credenti, che ha per valori e bussole morali “la persona, la famiglia e la comunità”. E un’antica propensione all’universalismo che rende capace da sempre la società italiana di accogliere e integrare i flussi migratori affermando la propria identità e di stabilire relazioni intense con i Paesi emergenti grazie al rispetto curioso delle altre culture secondo l'esempio di uomini come Matteo Ricci e Marco Polo. L’obiettivo designato da Sacconi è una società attiva ed inclusiva, che “si realizza attraverso il riequilibrio demografico, elevati livelli di partecipazione ad attività educative finalizzate alla occupabilità, il superamento di ogni divario territoriale, la diffusione delle nuove tecnologie, la valorizzazione delle risorse storiche e naturali”.











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