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Crisi imprese, Confesercenti: “Per Ocse taglio tasse prematuro? Attenti che non si arrivi troppo tardi: la crescita deve essere la vera priorità. Governo sterilizzi aumento Iva”

Il taglio delle stime OCSE sul Pil è solo l’ultima certificazione, da parte di un organismo internazionale, della profonda crisi in cui versa la nostra economia e della minor efficacia delle politiche di rigore europee rispetto a quelle messe in atto in altre aree economiche.
Per questo, alla raccomandazione dell’OCSE di evitare un ‘prematuro taglio delle tasse’ Confesercenti risponde: attenti che la sempre più necessaria riduzione della pressione fiscale non arrivi troppo tardi”.  
“L’analisi dell’OCSE è impietosa: il Pil continua ad essere rivisto al ribasso, così come le prospettive di occupazione. Particolarmente grave è la situazione delle imprese: i dati Cerved dimostrano un aumento sostanziale (+12%) dei fallimenti, che ha colpito con forza ancora maggiore (+24%) anche il Nord-Est, un tempo fiore all’occhiello del nostro sistema imprenditoriale.
Le conseguenze sul piano sociale sono sempre più gravi: le analisi di Unioncamere e Ministero del Lavoro ci dicono che le aziende, nel secondo trimestre, assumeranno circa 55mila persone di meno rispetto allo scorso anno”. 
“L’unico modo in cui possiamo spezzare la catena della crisi – conclude Confesercenti - è tornare a crescere: continuare ad adoperare la leva fiscale non farà altro che rendere ancora più devastanti gli effetti della recessione, sotto il profilo del Pil, dell’occupazione e perfino del gettito. Solo riconoscendo la gravità e l’urgenza della situazione potremo operare le scelte necessarie ad invertire il declino. Al nuovo Governo chiediamo subito un segnale: la sterilizzazione dell’aumento dell’aliquota IVA al 22% e il ritorno all’aliquota originaria del 20%”.  






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